La mia recensione del Bye Bye Blues di Mondello!

Da quando recensisco locali, ristoranti, attività commerciali, piccole botteghe e chissà cos’altro, trovo ancora più gusto nel fare l’esperienza dell’ospite, ospite a 360° pronta a conoscere una nuova realtà con tanto di entusiasmo e di sorriso stampato sulle labbra.

E’ così che inizia la recensione di uno dei ristoranti più importanti di Palermo, il Bye Bye Blues di Mondello. Quando facevo la blogger a tempo pieno, questo ristorante, mi era già capitato sott’occhio, leggendo della stella Michelin riconosciuta alla struttura, grazie alla cucina e alla passione di Patrizia Di Benedetto – fondatrice e chef del ristorante – che insieme al marito Antonio, portano avanti con entusiasmo e amore, quel sogno iniziato nel 1991.

E’ un giovedì palermitano come tanti e, insieme al mio compagno, mi reco presso il Bye Bye Blues di Mondello. Le indicazioni stradali sono poco chiare, e dopo un giro andato a vuoto, troviamo il ristorante stellato siciliano e ci accingiamo ad entrare.

Dall’esterno, sembra che il ristorante risulti chiuso. Suono il campanello pensando di disturbare il lavoro del personale; ma un sorriso smagliante si palesa dietro la porta! Che bello, si entra!

Bye Bye Blues, parliamo di arredamento

L’ingresso del ristorante fa affiorare sin da subito il collegamento al nome Bye Bye Blues: si vedono oggetti, divani e un design tipico della musica malinconica di un tempo. Davanti a noi si presenta un lungo corridoio, fiancheggiato sin dall’ inizio, da un’interessante cantina a vetro, in cui sono adagiate numerose bottiglie di vino, dalle svariate etichette. Il tutto restituisce un così delicato senso di calore e di intimità.

Più si va avanti nel corridoio e più si ha la sensazione di aver sbagliato ingresso  – di essere entrati dal retro bottega! – ma il sorriso e la sicurezza degli addetti alla sala, ci mettono a nostro agio, quasi come a voler dire: “siamo troppo buoni per dirti che hai sbagliato ingresso!” ma vi assicuro che è solo una nostra percezione!

A destra e a sinistra del corridoio, si vedono la cucina, la cassa e tutto ciò che occorre per dar vita ad un ristorante di nicchia, dove prevalgono odori e ricordi intrappolati nella mente di ognuno di noi.

Alla fine del corridoio, come per ringraziarci del viaggio appena iniziato, intravediamo la sala. Pochi tavoli, forse dieci in tutto, tanti quadri, uno in particolare mi colpisce: c’è Patrizia Di Benedetto che guarda il futuro con rispetto e affermazione.

Gli altri quadri credo siano delle estemporanee d’arte, che rappresentano in quel momento, la vita palermitana, tra sacro e profano. L’arredamento in sala è tecnicamente minimal. Il contrasto di colori avviene fra le pareti bianche, il tovagliato nero ed i tavoli in legno massello. 

Buona la luce.

 

Grande peso hanno le piante verdi che smorzano  un pò il tono e presagiscono un rispetto per la natura e per la qualità dei prodotti interessante.

Il nostro menù al Bye Bye Blues

Seduti al tavolo, i camerieri ci portano il menù; quello di Daniele era con il listino prezzi, mentre il mio, no. Da qui inizia la cura e l’attenzione per gli ospiti del Bye Bye Blues con tanto di differenza tra uomo e donna. La stessa Patrizia, viene al tavolo per effettuare l’ordine.

Abbiamo preso in totale due primi e due dessert, oltre a del vino al calice e  ad una bottiglia di acqua naturale.

I primi:

  • Risotto con finocchietti selvatici, bottarga e calamari marinati al succo di agrumi
  • Spaghetti alla carbonara di verdure con tartare di manzo

I dessert

  • Cremoso alla vaniglia e frutti rossi in guscio di cioccolata bianca
  • Semifreddo di ricotta con marmellata di arance amare

 

I due camerieri si interessano puntualmente del nostro livello di appagamento; con le portate arrivano anche le delucidazioni sui piatti. Entrambi hanno cura di accompagnare la nostra esperienza al Bye Bye Blues con degli omaggi di pane come antipasto e un omaggio di pasticcini dopo il dessert.

Ho notato con estremo piacere come, fra il primo ed il dessert, lo staff ha omaggiato ancora delle palline di gelato, (una alla pera e una alla fragola) in grado di rinfrescare il palato, eliminando il gusto salato della prima portata, per accompagnare l’esperienza del dolce in maniera autentica.

Tutto era preparato con cura; la consistenza degli alimenti erano perfetti, l’accostamento dei sapori anche. L’accoglienza ed il modo di fare, impeccabili.

Unica critica: la descrizione del menù “forse” non troppo dettagliata.
Detto ciò, vi mostro le foto che ho fatto al Bye Bye Blues; ci tengo a precisare che sono venute super male, perché avevo fretta nel farle e perché – ve lo assicuro – era meglio mangiare!

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